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Consigli di comfort

Papà, mamma e bambini: come regolare la temperatura per fare star bene tutti

Per garantire il comfort nelle nostre abitazioni e la salute e il benessere per tutta la famiglia è importante rispettare le esigenze sia degli adulti sia dei bambini e seguire alcune piccole ma fondamentali regole. Abbiamo chiesto quali siano queste regole a un esperto, il medico pediatra Dr. Piercarlo Salari.

Quando si tratta di definire in cosa consista il benessere domestico in tutte le famiglie possono manifestarsi opinioni, percezioni ed esigenze diverse. D’altra parte, il comfort è un concetto soggettivo, legato com’è alle abitudini, all’età e alle condizioni di salute individuali. Non c’è da stupirsi, perciò, che la temperatura considerata gradevole da un anziano o da un adulto freddoloso sia mal tollerata dai bambini.
Al di là dei necessari compromessi, però, esiste una temperatura ideale da tenere in casa? Quali sono le esigenze e le regole da rispettare per garantire salute e benessere a tutta la famiglia? Lo abbiamo chiesto al nostro esperto: il medico pediatra Dr. Piercarlo Salari.

Dottor Salari, come percepiscono la temperatura gli adulti e i bambini? Avvertono il caldo e il freddo allo stesso modo?
No, ed è opportuno fare alcune precisazioni. Ad esempio il neonato, per quanto abbia un sistema di regolazione della temperatura corporea non ancora perfettamente efficace, soffre molto più il caldo del freddo. Per questo motivo uno dei primi consigli che vengono dati ai genitori dopo il parto è di non coprire eccessivamente il loro bebè. Con la crescita, invece, alla percezione della temperatura concorre sempre più la psiche: questo spiega la sorpresa di molti genitori nel vedere il proprio bambino incurante del freddo mentre è impegnato in un’attività che lo assorbe e lo diverte al punto da non avvertire la necessità di coprirsi.

Come regolare umidità/temperatura nell’ambiente domestico?
Dipende dalla stagione. In ogni caso non conta soltanto cosa segna il termometro, ma anche il livello di umidità relativa, che influenza la traspirazione cutanea. In generale, nella stagione fredda si dovrebbe mantenere in casa una temperatura tra i 18 e i 20 °C con un tasso di umidità intorno al 40%. In estate, se si utilizza un climatizzatore, è consigliabile mantenere una differenza non superiore ai 5 gradi rispetto all’esterno e un livello di umidità del 55-60%. Un criterio pratico è legato al comfort del bambino che, in condizioni di riposo, non deve essere accaldato né sudare quando dorme nel letto.

Ci sono degli accorgimenti che si possono adottare qualora mamma e papà oppure tra figli ci sia una diversa reazione al freddo?
Dovrebbero essere gli adulti a cercare di adattarsi alle esigenze dei bambini e non viceversa. È meglio, perciò, che un papà o una nonna freddolosi ricorrano a una copertura maggiore invece di alzare il termostato della caldaia. E’ probabile che i bambini, avendo una temperatura corporea, proporzionalmente più elevata (anche se di pochi decimi), risentano meno del freddo e tendano a perdere più liquidi in un ambiente eccessivamente riscaldato. In ogni caso è sempre ragionevole trovare un giusto compromesso, in modo da evitare condizioni “estreme” e mantenere sempre un giusto rapporto tra temperatura e umidità.

Come gestire eventuali sbalzi di temperatura tra i diversi ambienti della casa – ad esempio soggiorno caldo e camera da letto più fredda?
Per ragioni di conformazione, esposizione e/o luogo in cui si trovano, in alcune abitazioni si possono instaurare differenze notevoli tra un ambiente e l’altro. Questo capita, ad esempio, nelle case di montagna e in quelle strutturate su due o più piani. L’aria calda, infatti, tende a salire, per cui in inverno si starà meglio di sopra e in estate al pianterreno. Se durante le ore diurne può essere funzionale conservare il calore nell’area del soggiorno, la sera può essere consigliabile aprire le porte delle stanze per cercare di uniformare le condizioni nei vari ambienti. Se ogni locale è provvisto di regolazione autonoma è più semplice trovare l’impostazione ideale. In alternativa, si possono collocare nelle zone più fredde della casa dispositivi dotati di temporizzatore. In caso di impianto centralizzato, invece, è opportuno regolare le valvole dei singoli locali.


Inquinamento domestico: un’insidia in agguato per la salute dei bambini. Consigli per rendere più sana l’aria nelle nostre case

Ci preoccupiamo molto dello smog e dell’inquinamento esterno, ma il più delle volte ignoriamo quanto sia inquinata l’aria all’interno delle nostre case. A influire sulla qualità dell’aria sono molteplici fattori: prodotti utilizzati in edilizia e negli arredi, come vernici o adesivi, detersivi, profumatori d’ambiente, e naturalmente batteri, funghi e muffe.

L’ambiente domestico in cui viviamo ha una grande influenza sulla nostra salute, in particolare su quella dei nostri figli. I bambini, infatti, hanno una frequenza respiratoria maggiore rispetto agli adulti, di conseguenza inalano una maggiore quantità di sostanze inquinanti; il loro sistema respiratorio, in fase di sviluppo, li rende inoltre più esposti al rischio di raffreddori, influenze, allergie e patologie respiratorie di vario grado. Di seguito proponiamo alcuni accorgimenti da adottare per migliorare la qualità dell’aria all’interno delle nostre case.

Siamo tutti abituati a tenere sotto controllo la temperatura interna: soprattutto durante l’inverno, infatti, gli sbalzi termici favoriscono l’insorgere di malesseri stagionali, per questo è bene mantenere una temperatura costante in casa evitando tuttavia l’eccessivo caldo, responsabile di aumentare il rischio di infezioni respiratorie e di causare problemi ai bambini allergici a muffe e acari.

Anche il tasso di umidità all’interno delle abitazioni riveste una grande importanza: se un ambiente troppo secco può determinare secchezza delle mucose, mal di gola e naso ostruito, un ambiente troppo umido favorisce invece la comparsa di muffe e funghi responsabili di allergie e problemi respiratori. Il giusto livello di umidità dovrebbe aggirarsi intorno al 40% in inverno e al 55-60% in estate. Attraverso l’uso di un termometro igrometro possiamo capire se il grado di umidità presente in casa è adeguato o se è il caso di modificarlo attraverso l’uso di un umidificatore o di un deumidificatore.

Una gran parte delle allergie e degli stati asmatici nei bambini deriva dalla polvere. Per favorire la pulizia dell’aria è fondamentale cambiarla di frequente aprendo le finestre due o tre volte al giorno, cercando di fare entrare la luce solare, che notoriamente uccide germi e batteri.  La cameretta, in particolare, è l’ambiente in cui i bambini trascorrono la maggior parte del loro tempo; per questo è importante pulirla quotidianamente, usando possibilmente l’aspirapolvere per evitare che la polvere si sollevi, e prodotti il più possibile naturali e atossici per pulire mobili e pavimenti; detergenti e detersivi aggressivi, infatti, possono rilasciare nell’aria sostanze responsabili di causare disturbi respiratori o allergie.

Ricordiamo, infine, che il sistema immunitario dei bambini ha bisogno di essere stimolato per potersi sviluppare al meglio: è assolutamente normale, dunque, che i nostri figli si ammalino più volte nel corso dell’anno. Far trascorrere loro del tempo all’aperto anche durante la stagione invernale, non solo riduce i rischi di infezione, ma è essenziale per rinforzare le loro difese.

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